CHIESA DEL SS. SACRAMENTO E ROSARIO

Ultima modifica 25 maggio 2021

CHIESA DEL SS. SACRAMENTO E ROSARIO sita in Corso Vittorio Emanuele II.

La chiesa del SS. Sacramento e Rosario, posta prospet­ticamente al colmo del rettifilo ascendente del corso, fu eretta dalle due confraternite che le danno il titolo, nel secondo '700, con i fondi del lascito Alfonso Verzieri, un operoso e pio compaesano che nel '600 aveva legato i propri beni al fine di ingrandire la più antica ma angu­sta Chiesa di S. Petronilla, patrona di Grottazzolina. Su quel sito sorse la nuova Chiesa, presumibilmente sotto la direzione dell'architetto Pietro Agustoni, comasco, che operava a Fermo. La nostra Chiesa, dalla semplice pianta rettangolare absidata, ha la tradizionale facciata a cortina di mattoni, organizzata con coppie di paraste su due ordini sovrapposti; il coronamento è a timpano triangolare. Il campanile, con cella campanaria coronata da un cu­polino costolonato, affianca l'abside sulla destra. La forte sorpresa si ha non appena entrati, quando dalle sei alte finestre vediamo la luce naturale inondare l'interno, compiutamente e armonicamente decorato nel secondo '800 da Luigi Fontana e aiuti. La luce diffusa valorizza ogni dettaglio cromatico e plastico stabilito dal Fontana nell'unitarietà dello spazio, tutto godibile senza cesure d'ombra. Le pale degli altari laterali, dovute ai Ricci di Fermo e al Liozzi di Penna San Giovanni, pur collocate prima della decorazione, risultano inserite con tutta natu­ralezza nell'insieme. Il partito decorativo orna gli alzati con paraste di finto alabastro, dal caldo colore ambrato, che inquadrano i detti tre altari e due nicchie per ciascuna parete lunga.

I capitelli di stile composito reggono un fregio con iscri­zione a capitali romane. Sopra il cornicione aggettante, deambulabile, si aprono i vani delle finestre, raccordati alla volta con vele triangolari. La volta, dalla generosa ed elastica curvatura, è dipinta con tonalità pastello, in modo da non gravare sugli alzati; nell'asse centrale, in tre cornici mistilinee, sono dipinte le Virtù teologali, in for­ma di giovani donne. Il programma figurativo ha la sua maggiore consistenza negli affreschi della zona absidale: sul catino, l'Ultima Cena con la Comunione degli Apostoli; nell'abside, ai lati dell'altare maggiore, entro finti arazzi, a sinistra la Consegna delle chiavi a San Pietro, a destra la Lavanda dei piedi. Anche la pala d'altare è di mano del Fontana, tela che raffigura San Domenico che riceve il rosario dalla Ma­donna col Bambino. Retrostante alla pala d'altare, una nicchia ospita una Madonna lignea con Bambino di scuola napoletana del primo Seicento. Sulla controfacciata una grande lunetta sovrasta la can­toria con l'organo Callido, e vi risulta dipinta l'Annun­ciazione. Ai piedi della Vergine, al margine sinistro, inginocchiato, è ritratto idealmente il donatore Alfonso Verzieri. I quattro Evangelisti nelle nicchie sono gessi, maggiori del vero, abilmente plasticati dallo stesso Luigi Fontana. La chiesa del SS. Sacramento custodisce inoltre una Madonna «dei coppetti» di legno intagliato e dorato e, in sacrestia, canterani di noce con paramenti sacri. In una sala a pianterreno della casa parrocchiale si conser­vano dipinti barocchi e una pala con Santa Monica proveniente dall'omonima chiesa del quartiere Castello.